Ripercorriamo gli inizi per tracciare il futuro

Ancora un articolo della Rete Teatro in Gioco®. Ancora le parole della nostra Adriana che racconta la lezione aperta svolta con i nostri piccoli dei Lab a Dicembre 2016. Ripercorriamo così gli inizi per tracciare il futuro che ci attende! Anche quest’anno infatti le attività dei Lab ricominciano per tutte le fasce di età e non mancheranno le novità! … Buona lettura!

“Adriana Coletta è un’operatrice teatrale di Bari, si è formata quest’anno al Corso Nazionale per operatori teatrali per bambini ma aveva già frequentato due seminari formativi condotti da me e da Fabio Filippi a Bari. Nei suoi laboratori per bambini fonde le attività codificate attraverso il Metodo Teatro in Gioco® con percorsi di teatroterapia. Adriana ci racconta la lezione aperta svolta con i bambini, presso l’Associazione Gruppo Teatrale Amici Nostri, Castellana Grotte (Ba).

Ci sono luoghi a cui ci sentiamo legati; luoghi speciali dove c’è il nostro cuore. Nella nuova casa del “Gruppo Teatrale Amici Nostri” di Castellana Grotte (BA) c’è un gran pezzo del mio cuore. Della me attrice per gioco, della me operatrice teatrale, della me teatroterapeuta. Proprio in questa casa, contemporaneamente alla mia formazione all’interno del Corso Nazionale di Operatori Teatrali – Teatro in Gioco® con Helga Dentale, nasce il progetto AmiciNostriLab, uno spazio di gioco-teatro per tutte le età.  

In particolare, da ottobre a dicembre, le fiabe interattive di Helga hanno accompagnato i piccolini (3-5 anni) alla lezione aperta finale prima delle festività natalizie e così, la bellezza del poter imparare e, contemporaneamente, sperimentare “sul campo” quello che Helga mi trasferiva, si è unita alla possibilità di giocare con loro con la presenza dei genitori, coinvolti in quell’aria magica che presto si è creata. “La fatina del sonno si è innamorata” (fiaba interattiva tratta da “Ancora Racconto”) ci ha portati in un bosco incantato dove i tre folletti, Pancione, Briciola e BaccanA – “perché io sono femminuccia quindi mettiamoci la A” – hanno giocato con “statua e scultore”, con il “passa la smorfia” e poi hanno danzato; prima le foglie, poi i tulle con tutti i colori dell’arcobaleno per dipingere il bosco – “e pure i genitori!”. Tutto naturale, senza forzature, senza copioni o battute da imparare a memoria.

Tutto semplice, come i disegni che facevano da sfondo e sintetizzavano il nostro percorso. Tutto magicamente reale, come l’abbraccio fra le due bimbe prima di cominciare per darsi coraggio. Perché la paura del “giudizio” ce la trasmettono da piccolini e sì, fa un po’ paura persino giocare davanti ai genitori… ci inibisce! (Pensate che potrebbe fare un mega palco con delle mega luci!!!). Ma là è la magia: in quell’abbraccio, in quel sorriso e in quel gioco spontaneo che si libera di ogni esibizione, di ogni critica e si fa solo puro e sano gioco; quel gioco con la G maiuscola che Helga costruisce mattoncino dopo mattoncino.”

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